Preapertura caccia, Verdi contrari. Romanelli: “I voti dei 100mila cacciatori toscani più importanti dei pareri degli organismi scientifici”
30 Agosto 2010
COMUNICATO STAMPA
Preapertura caccia, Verdi contrari. Romanelli: “I voti dei 100mila cacciatori toscani più importanti dei pareri degli organismi scientifici”
“I Verdi della Toscana esprimono la propria netta contrarietà alla scelta, purtroppo ormai tradizionale, della Giunta Regionale della Toscana di consentire la preapertura della caccia nei primissimi giorni di settembre” – lo afferma il Consigliere Regionale dei Verdi Mauro Romanelli.
“Condividiamo le preoccupazioni espresse dalle associazioni ambientaliste ed animaliste, con particolare riferimento all’elemento della fragilità ecologica in cui si trovano molte specie in questo particolare periodo dell’anno: fase riproduttiva, individui ancora giovani e non indipendenti, esposizione massima della fauna locale, non essendo ancora giunti gli stormi migratori dal nord”
“A questo riguardo l’Ispra (Istituto per la Protezione e ricerca ambientale) ha diffuso delle linee guida chiare che sconsigliavano le preaperture nel mese di settembre: evidentemente, nell’anno internazionale della biodiversità, contano di più i voti dei centomila tesserini venatori toscani che i pareri scientifi qualificati, ai quali in teoria si afferma sempre di volersi ispirare, salvo poi praticare il contrario alla prova di fatti” .
“E’ necessario anche rilevare con dispiacere la tempistica dell’approvazione della delibera, ovvero 48 ore prima dell’inizio degli spari, che impedisce di fatto che eventuali ricorsi delle associazioni abbiano effetto concreto. Evidentemente si teme che ambientalisti ed animalisti abbiano ragione: in effetti l’articolo 42 della nuova Legge Comunitaria, approvata nei mesi scorsi dal Parlamento, prescrive il «divieto di caccia alle specie in periodo di migrazione, riproduzione e assistenza alla prole, … » ” .
“Forse si mette in conto di perdere al Tar e magari di pagare multe alla Comunità europea: in tal caso sarebbero i contribuenti a pagare di tasca la ferrea volontà di compiacere ai cacciatori”





