“22 MARZO: VERDI IN PRESIDIO A FIRENZE GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA. VERSO I REFERENDUM”
“22 MARZO: GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA. VERSO I REFERENDUM”
In occasione della giornata mondiale dell’acqua i Verdi toscani hanno organizzato un presidio a Firenze in via Cavour per informare sulla gestione dei servizi idrici in Toscana e sui prossimi referendum per l’acqua pubblica e contro il ritorno del nucleare.
Presenti il Consigliere regionale (FedSin/Verdi) Mauro Romanelli, i portavoce regionali dei Verdi della Toscana Sandra Giorgetti e Lorenzo Lombardi, il portavoce dei Verdi di Firenze Alessandro Margaglio, Daniel Monetti dell’associazione Terra.
Da anni interessi politici trasversali, multinazionali, banche e imprenditori stanno mettendo le mani sulle aziende pubbliche dell’acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani. Da anni, invece, una grande alleanza sociale e civica cerca di difendere la gestione pubblica dell’acqua, promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza.
Il Governo da un anno ha varato una norma che obbliga le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Contro questa legge sono stati promossi i prossimi referendum e raccolto 1,4 milioni di firme per ciascuno di essi (un record nella storia repubblicana): una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni e grandi finanziatori.
Oggi scendiamo in strada per chiedere anche che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum s’imponga la moratoria ai processi di privatizzazione. E saremo in piazza anche a Roma sabato prossimo, dove ripeteremo anche la nostra ferma opposizione alla follia del nucleare.
Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, ma anche per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste selvagge e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno impoverito larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari, con una rilevante riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.
Infine anche nella nostra regione dovremo ripensare molte cose sulla gestione dei servizi idrici: gli indebiti depositi cauzionali finora richiesti, le tariffe da anni in crescita nonostante l’aumento degli utili, la necessità di investire su manutenzione, efficienza e depurazione.
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